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A Paul Schrader il Premio alla Carriera “Laceno d’oro”

Il leggendario cineasta statunitense ad Avellino per lo storico festival fondato da Pasolini

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Il programma completo del festival sarà diffuso prossimamente

Avellino, 23 novembre 2023 – Al regista (Il maestro giardiniere, Il collezionista di carte, First Reformed, Il bacio della pantera, American Gigolo) e sceneggiatore (Toro scatenato, Taxi Driver, Complesso di colpa, Yakuza) statunitense Paul Schrader è stato attribuito il Premio alla Carriera “Laceno d’oro” della 48esima edizione del Laceno d’oro International Film Festival di Avellino, che gli sarà consegnato nel corso del festival cinematografico irpino in programma dal 3 al 10 dicembre al Cinema Partenio (Via Giuseppe Verdi, ingresso libero).

Al regista e sceneggiatore sarà dedicata una retrospettiva con alcuni dei suoi film più apprezzati, che verranno annunciati a breve. Paul Schrader terrà anche una masterclass aperta al pubblico per raccontare la sua idea di cinema e ripercorrere la sua carriera.

Il Laceno d’oro International Film Festival, la storica rassegna ‘del cinema del reale’ di Avellino, fondata da Pier Paolo Pasolini nel 1959 insieme con gli intellettuali irpini Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, per valorizzare l’Irpinia con una rassegna cinematografica di ispirazione neorealista, è organizzata dal Circolo ImmaginAzione di Avellino, presieduto da Antonio Spagnuolo, con la direzione artistica di Maria Vittoria Pellecchia in collaborazione con Aldo Spiniello, Sergio Sozzo e Leonardo Lardieri. 
Negli ultimi anni il Laceno d’oro International Film Festival ha ospitato cineasti quali Abel Ferrara, Alexander Sokurov, Elia Suleiman, Jia Zhangke, Marco Bellocchio, Olivier Assayas, Amir Naderi, Pedro Costa, Aleksej German Jr., Julio Bressane, Carlos Reygadas, Laurent Cantet, Franco Maresco, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Martone, Ken Loach, Miguel Gomes, Stéphane Brizé, Jean-Pierre e Luc Dardenne, e molti altri.

La otto giorni di cinema di Avellino accoglierà proiezioni, incontri con gli autori, concerti, mostre, masterclass e workshop. Al centro del programma tre concorsi internazionali: “Laceno d’oro 48”, riservato ai lungometraggi sia finzione che documentari, “Gli occhi sulla città”, dedicato ai cortometraggi sui temi degli spazi urbani, dell’ambiente e del paesaggio, declinati con la massima libertà, e “Spazio Campania”, la sezione dedicata alle produzioni realizzate sul territorio campano o da autori campani. I lavori saranno giudicati da giurie tecniche composte da artisti e professionisti del settore cinematografico. Le opere vincitrici si aggiudicheranno un premio di Euro 3000 per i lungometraggi di “Laceno d’oro 48”, di Euro 1500 per i corti de “Gli occhi sulla città”, premio speciale di Euro 1000 per il miglior documentario mentre Euro 1000 verranno assegnati al miglior film di “Spazio Campania”. 

Il Laceno d’oro International Film Festival è realizzato con il contributo di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero della Cultura, con il patrocinio della Provincia di Avellino e del Comune di Avellino. In collaborazione con Sentieri Selvaggi, Quaderni di Cinemasud, Eikon, CFCC, Afic.
Main sponsors: Confindustria Avellino, ASD Scandone, Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia. Con il sostegno di ACIT, Sanfilippo & Partners, Multisala Partenio, Roulette Agency, Movieplex Mercogliano, Amica Pubblicità. 
Media partner Orticalab. 

Biografia
Il regista e sceneggiatore Paul Joseph Schrader è nato nel 1946 a Grand Rapids, Michigan (Usa). Ha scritto e diretto più di trenta film. Si è laureato al Calvin College, in seguito ha conseguito un master alla UCLA Film School di Los Angeles e si è iscritto poi all’American Film Institute.

Dopo gli inizi come critico cinematografico con un libro ancora adesso studiato (Transcendental Style in Film: Ozu, Bresson, Dreyer), Paul Schrader si è imposto nel mondo del cinema con le sue sceneggiature innovative, lasciando un segno indelebile nei film di registi quali Sidney Pollack (Yakuza, 1974) e Brian De Palma (Complesso di colpa, 1976), e collaborando per quattro volte con Martin Scorsese: Taxi Driver – film vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes del 1976 e nominato all’Oscar come miglior film – Toro scatenato (1980), L’ultima tentazione di Cristo (1988) – presentato nel 1988 alla Mostra di Venezia – e Al di là della vita (1999).

Senza rinunciare alla sua attività di sceneggiatore, il suo debutto dietro la cinepresa con Blue Collar (Tuta blu, 1978) – con Richard Pryor e Harvey Keitel, basato su una sceneggiatura scritta con il fratello Leonard, su un gruppo di operai che tentano di uscire dalla loro condizione socio-economica attraverso il furto e il ricatto – ha inaugurato la sua carriera di regista in continua tensione fra ricerca e sperimentazione. Sempre nel 1978 Schrader ha scritto e diretto una sorta di libera autobiografia, Hardcore con George C. Scott, seguita dall’acclamato noir American Gigolo (1980), con Richard Gere, e dal remake horror ottimamente accolto dalla critica Il bacio della pantera  (1982), con Nastassja Kinski e Malcolm McDowell.

Il dramma biografico Mishima. Una vita in quattro capitoli (1985), ispirato allo scrittore giapponese Yukio Mishima, intreccia episodi dalla vita di Mishima estrapolando segmenti dei suoi libri. Mishima, che ha avuto Francis Ford Coppola e George Lucas produttori esecutivi, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes. Le opere di Schrader negli anni ’90 includono Cortesie per gli ospiti (1990), da un romanzo di Ian McEwan adattato da Harold Pinter, e Lo spacciatore (1992), storia di un piccolo criminale che tenta di tornare a una vita normale. Nel 2005 Schrader ha descritto Lo spacciatore come il suo film “più personale”. Nel 1998, Schrader ha scritto e diretto Affliction, molto acclamato dalla critica. Il film racconta la storia di un poliziotto (Nick Nolte) di una piccola città, ossessionato dalla risoluzione del mistero di un incidente mortale di caccia. La sceneggiatura di Schrader si è basata sul romanzo di Russell Banks. Il film ha ottenuto molti riconoscimenti, incluse due nomination all’Oscar per gli attori (Nolte e James Coburn).

Nel 2019, Schrader è stato nominato all’Oscar per la migliore sceneggiatura per il thriller drammatico First Reformed, con Ethan Hawke e Amanda Seyfried, che Schrader ha anche diretto, presentato in prima mondiale alla Mostra di Venezia 2017 e accolto da grande consenso critico. Nel 2021, Schrader ha scritto e diretto il dramma criminale Il collezionista di carte, con Oscar Isaac e Tiffany Haddish, anch’esso presentato in prima mondiale alla Mostra di Venezia nel 2021, molto lodato dalla critica. Nel 2022 ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, presentando Fuori Concorso Il maestro giardiniere. In questi giorni è impegnato nella post-produzione del suo ultimo film, Oh Canada, tratto da Foregone di Russell Banks, con Richard Gere, Jacob Elordi e Uma Thurman.

Premio alla Carriera “Laceno d’oro” 2023 conferito a Paul Schrader, regista di capolavori come American Gigolò, Il bacio della pantera e Il collezionista di carte, e sceneggiatore di Taxi driver, Toro scatenato e tante altre indimenticabili opere.

I credits da indicare per la foto sono di © Frank Ferville 

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Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
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