giovedì 30 Maggio 2024
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Irpinia: tante iniziative per un 25 novembre molto amaro

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e anche l'Irpinia fa sentire la sua voce con manifestazioni, convegni e flash mob

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Il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è ormai una ricorrenza molto sentita da cittadini ed istituzioni. Non mancano le iniziative anche in Irpinia per sensibilizzare rispetto ad un tema di scottante attualità. I fatti recenti confermano un dato allarmante e, sebbene l’Italia non abbia questo triste primato in Europa (la Francia e la Germania hanno registrato quasi 200 omicidi di donne nel 2023, a fronte dei nostri attuali 103), sconcerta l’idea che sia morta – per mano il più delle volte di un fidanzato, marito, amante – una donna ogni tre giorni. Il dibattito si riaccende periodicamente e anche il Governo prende ad interessarsi del tema, da ultimo con un disegno di legge approvato ieri in Senato – anche se con un’aula deserta – e recante nuove misure di tutela per le donne.

Quando il caso di femminicidio è più cruento e toccante, come quello della povera Giulia, l’opinione pubblica elabora le sue teorie e le sue soluzioni in maniera convulsa. Accanto agli antagonisti della “cultura del patriarcato”, si trovano i più miti sostenitori della necessità di introdurre a scuola un percorso di “educazione sentimentale”. Si tratta di un tema estremamente complesso, che sicuramente si porta dietro tutta una serie di problemi legati alla condizione della donna, alla scarsa emancipazione, alla disparità, ma che ha molto a che vedere anche con una società improntata alla prevaricazione, alla violenza, all’egoismo. E poi ci sono tutti i fattori economici e strutturali, legati allo scarso impiego lavorativo delle donne e alla conseguente mancanza di indipendenza economica; ad un welfare ridotto all’osso, con un enorme carico delle attività di cura sulle spalle delle donne.

E’ indispensabile un intervento del Governo che, innanzitutto, dia una risposta alla vittime di violenza. I centri antiviolenza e le case rifugio sono ancora pochi e, soprattutto, sono privi di finanziamenti mirati ed adeguati a garantire la continuità del servizio. Manca nel nostro ordinamento una normativa contro le discriminazioni di genere e non è più prorogabile la messa a disposizione per scuole ed enti pubblici di strumenti idonei a fornire un supporto psicologico alla crescita, sin dai primi anni. Non è, invece, l’inasprimento delle pene che potrà fungere da deterrente e, in ogni caso, interverrebbe in una fase tardiva, in cui probabilmente il femminicidio si è già compiuto.

Ben vengano anche tutte quelle iniziative simboliche, come le panchine rosse, che non cambiano le cose ma tengono alta l’attenzione sul tema. Anche l’Irpinia farà la sua parte e ricordiamo, tra le tante iniziative, due incontri presso gli istituti superiori di Avellino, Amabile e Dorso, con una testimone diretta e con esponenti della magistratura; la manifestazione sportiva di sensibilizzazione dal titolo “Passo dopo passo contro la violenza sulle donne” che si terrà a Lioni; la mobilitazione promossa a Montella dall’associazione Ginestra aps, che ha dato appuntamento alla cittadinanza presso la simbolica panchina rossa in via M. Cianciulli.

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