spot_img
HomePoliticaLa democrazia degli apparati e il vuoto del governo – riflessioni di...

La democrazia degli apparati e il vuoto del governo – riflessioni di Enzo Cuzzola

- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img

Entra nel Canale Whatsapp di Avellinozon

Clicca qui per essere sempre aggiornato

La democrazia degli apparati e il vuoto del governo – riflessioni di Enzo Cuzzola

La democrazia degli apparati e il vuoto del governo locale – C’è qualcosa di profondamente stonato nella nostra democrazia, e non da oggi. È una stonatura che si ripresenta ogni volta che i partiti scelgono leader e reggenti per acclamazione, come nelle peggiori liturgie di apparato, e ogni volta che le liste elettorali vengono cucite per garantire i posti migliori ai soliti noti e ai loro fedelissimi.

Professore Enzo Cuzzola

Che democrazia è quella in cui il cittadino non sceglie più, ma si limita a ratificare decisioni prese altrove?Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un numero sempre più ridotto di elettori va a votare, deluso e scoraggiato, convinto che il proprio gesto incida su poco o nulla. E come biasimarli? Se il sistema si auto-perpetua, se le strutture politiche diventano caste impermeabili, se la partecipazione resta solo un’illusione — una parvenza di costituzionalità più che la sua sostanza — allora la democrazia rischia di ridursi a un rito vuoto.In questo quadro si inserisce anche la decisione di alcuni Sindaci e Presidenti di Regione di non nominare in giunta i consiglieri eletti, presentata come gesto di “alto profilo” o come “modello nazionale”. Ma, al di là della retorica, questa impostazione conferma ciò che molti cittadini avvertono da tempo: il potere reale non passa più attraverso la rappresentanza democratica, bensì attraverso accordi interni, equilibri delicati, spartizioni chirurgiche e preferenze di apparato.A completare il quadro c’è poi il tema degli assessori — eletti o non eletti — e dei consiglieri delegati che troppo spesso non comprendono il significato stesso della delega. Nel sistema dell’elezione diretta del sindaco, la delega non è un titolo ornamentale: è una responsabilità, un pezzo del governo dell’ente. Ma quando chi guida l’amministrazione non possiede i fondamentali del governo locale, finisce per trasformarsi in un piccolo reuccio circondato da figure chiamate più a eseguire che a condividere.E allora la domanda è inevitabile: che senso ha accettare una delega — o, peggio, non rimetterla — nel momento stesso in cui ci si rende conto che il metodo di lavoro non è realmente collegiale, come richiedono la norma, il buon senso e qualsiasi sana organizzizzazione manageriale? Una delega ha valore solo se inserita in un sistema partecipato, trasparente, capace di far dialogare e cooperare le competenze. Se diventa un atto formale senza sostanza, resta l’ennesima conferma di una democrazia svuotata, in cui le forme sopravvivono ma il contenuto — il governo vero — viene meno.Ecco perché occorre ripensare davvero il nostro modello democratico, senza retorica e senza cosmetici istituzionali. Bisogna restituire significato alla rappresentanza, dignità alla partecipazione e serietà al governo. Altrimenti continueremo a vivere in una democrazia solo simbolica, dove tutti parlano di cambiamento ma nessuno è realmente disposto a costruirlo. Grazie, Enzo Cuzzola, docente di Economia delle Amministrazioni Pubbliche, Università Mediterranea di Reggio Calabria, già assessore al Comune di Avellino.

continua su Avellino zon Scandone Avellino, il presidente Trasente duro dopo il finale di gara:”Atti di violenza intollerabili, pretendiamo rispetto”

- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
redazione avellinozon
redazione avellinozonhttps://www.avellinozon.it/
Avellinozon è un giornale della Provincia di Avellino online dal 2015
Altre Notizie
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img

Ultimi Articoli