Atripalda – Sabato 19 aprile è una data che resterà scolpita nella memoria di ogni tifoso dell’Avellino Calcio. I lupi trionfano contro il Sorrento e, con una partita d’anticipo, vincono il campionato, conquistando la tanto ambita promozione in Serie B. Un traguardo che sa di rinascita, sudore e passione, e che ha acceso i cuori di un’intera provincia.

Ad Atripalda, la magia del calcio ha preso forma su un maxischermo grazie all’iniziativa promossa dall’associazione culturale Laika, con il patrocinio del Comune di Atripalda. Un evento partecipatissimo che ha visto radunarsi circa mille persone nell’anfiteatro comunale della villa Don Peppe Diana. Dai bambini alle persone meno vicine al calcio, tutti si sono lasciati trasportare dall’emozione, dai cori, dalle bandiere e dagli abbracci. La risonanza è stata tale da attirare anche diverse emittenti locali, presenti sul posto per raccontare l’evento e raccogliere le parole dei tifosi e del sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo.

Atripalda -E come sempre, quando si parla di Avellino e promozioni, entra in gioco anche quella curiosa e inquietante leggenda che ormai accompagna i successi dei Lupi: ogni volta che l’Avellino sale di categoria, un Papa lascia il pontificato… o la vita.
Come fa notare Il Corriere del Mezzogiorno, nel 1978, anno della storica promozione in Serie A, muore Papa Paolo VI. Nel 2005, in concomitanza con la promozione in Serie B, ci lascia Giovanni Paolo II e nel 2013, altro salto in B per i lupi, e le dimissioni di Benedetto XVI. Due giorni dopo la promozione del 19 aprile 2025, scompare Papa Francesco. Una coincidenza? Una maledizione? O solo ironia della sorte? Fa riflettere, certo. Anche se va detto che nel 2003, quando l’Avellino tornò in Serie B, nessun pontefice venne coinvolto.
Ma per ora le superstizioni possono attendere, perché adesso è tempo di celebrare i risultati meritati, attesi, voluti e conquistati sul campo.
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