Samantha Della Porta, da casa della comunità a sede della Motorizzazione: il giorno in cui Avellino cambia una parte della sua memoria
Il Consiglio comunale approva la concessione dell’ex centro sociale alla Motorizzazione Civile: 19 voti favorevoli e 12 contrari. La struttura, nata dopo il terremoto del 1980 come luogo di aggregazione e servizi per la città, dovrebbe essere concessa gratuitamente per 15 anni, rinnovabili. Ma dietro una scelta amministrativa resta una domanda – che cosa accade alla storia di un luogo quando cambia la sua funzione?
C’è un nome che, ancora prima di indicare un edificio, racconta una ferita.
Samantha Della Porta.
Era una bambina di appena tre mesi quando il terremoto del 23 novembre 1980 la strappò alla vita. Per la città di Avellino quel nome è diventato, negli anni della ricostruzione, qualcosa di più di una targa, il simbolo di una generazione perduta e, insieme, della volontà di ricominciare.
Il centro sociale di via Morelli e Silvati fu infatti realizzato nel dopo terremoto grazie alla solidarietà dei lavoratori italiani e delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Nell’Archivio storico della CGIL sono conservati gli atti della convenzione tra la Fondazione unitaria e il Comune di Avellino per la costruzione e la gestione del centro, datati tra agosto e settembre 1983.
Non era nato come un semplice contenitore.
L’idea era quella di restituire alla comunità uno spazio pubblico nel quale incontrarsi, assistere, discutere, organizzarsi. Una vera casa della città: per le associazioni, per i giovani, per gli anziani, per le famiglie, per le persone più fragili. E nel corso degli anni quella vocazione è stata concreta.
Documenti comunali descrivono il Samantha Della Porta come un luogo frequentato da cittadini e associazioni, con un Consultorio Familiare, una biblioteca e funzioni di aggregazione tra persone di diversa età e provenienza sociale. Un documento programmatico del Comune ricordava inoltre una biblioteca di circa 15mila volumi, pensata soprattutto per studenti e giovani del polo scolastico della zona.
C’era poi l’Auditorium, con una una sala che negli anni ha ospitato teatro, musica, cinema, convegni e iniziative rivolte anche alle scuole. Già nel 1997, per esempio, il Centro Sociale proponeva una stagione di prosa, musica e cinema e una rassegna teatrale dedicata agli studenti delle scuole secondarie. il Samantha Della Porta non era soltanto un edificio. Era uno dei luoghi nei quali Avellino provava a fare comunità.
Oggi, però, quella storia arriva a un bivio…
Il Consiglio comunale riunito oggi15 settembre 2026, ha affrontato proprio il futuro della struttura.
La maggioranza ha approvato, con 19 voti favorevoli e 12 contrari, la mozione presentata dal capogruppo Pd Nando Romano, favorevole all’operazione. La mozione della minoranza, che chiedeva invece di fermare la destinazione alla Motorizzazione e di restituire l’immobile alla comunità attraverso un progetto civico, giovanile e socio-sanitario, è stata bocciata.
La prospettiva è dunque quella di concedere gratuitamente la struttura alla Motorizzazione Civile per 15 anni, rinnovabili. L’amministrazione sostiene che questa scelta consentirebbe di mantenere il servizio della Motorizzazione nel capoluogo e di recuperare e rendere nuovamente utilizzabile un immobile che da anni versa in condizioni problematiche.
L’assessore al Patrimonio Ettore Iacovacci ha sottolineato che, senza una sede adeguata, la Motorizzazione rischierebbe di lasciare Avellino, con conseguenze per i cittadini costretti a rivolgersi altrove per esami e certificati. Ha inoltre ricordato che le attività sociali sarebbero state trasferite nei nuovi spazi di Quattrograna. Ma l’opposizione ha letto la vicenda in maniera completamente diversa.
Il punto, per i consiglieri contrari, non è soltanto decidere quale ufficio ospitare dentro quelle mura. È stabilire quale valore dare oggi a un edificio nato con una precisa funzione sociale e con una storia legata alla solidarietà del dopo terremoto.
Durante il dibattito è stato ricordato che tra il 2020 e il 2023 sarebbero stati investiti circa 310mila euro di fondi pubblici per interventi di ristrutturazione. La consigliera Gerarda Russo ha contestato quindi la scelta di destinare gratuitamente alla Motorizzazione proprio quegli spazi sui quali sono state effettuate quelle spese.
Il consigliere Nicola Poppa ha sollevato dubbi sulla convenienza economica dell’operazione e sulla documentazione relativa al procedimento.
Un luogo che aveva già conosciuto il declino e La vicenda non nasce oggi.
Il Samantha Della Porta era già da anni alle prese con un progressivo svuotamento della propria funzione. Nel 2022 veniva descritto come un centro ormai lontano dalla sua stagione migliore: negli anni precedenti aveva ospitato associazioni, consultorio familiare, iniziative culturali, corsi, attività sindacali, eventi politici e sociali, fino a diventare anche luogo di accoglienza durante alcune emergenze.
Più recentemente, l’immobile è rimasto chiuso e il Comune ha individuato nuovi spazi per le attività sociali. Nel frattempo, le organizzazioni sindacali hanno accettato il trasferimento delle proprie attività nel nuovo centro di Quattrograna Ovest, pensato per ospitare attività culturali, sociali e ricreative con particolare attenzione a bambini, famiglie e fasce fragili. È dunque difficile raccontare ciò che accade oggi semplicemente come “il Comune dà il centro alla Motorizzazione”. La realtà è più complessa.
Da una parte c’è un edificio pubblico che da anni non riesce più a svolgere pienamente la funzione per cui era stato concepito. Dall’altra c’è una città che continua a riconoscersi in quel nome e in quella storia e che vede cambiare radicalmente la destinazione di uno dei simboli della ricostruzione.
La domanda che resta forse è proprio qui che la vicenda del Samantha Della Porta smette di essere soltanto una questione urbanistica o amministrativa.
Perché Samantha aveva tre mesi. E quel centro, costruito pochi anni dopo la sua morte, fu pensato anche come risposta collettiva a una tragedia collettiva: prendere una ferita e trasformarla in un luogo per stare insieme. Per decenni dentro quelle stanze si sono incontrati lavoratori, studenti, anziani, associazioni, famiglie, persone in difficoltà. Si sono tenute assemblee, spettacoli, corsi, incontri, iniziative culturali e sociali. La biblioteca custodiva libri; l’auditorium era uno spazio per la cultura; il consultorio rappresentava un servizio concreto per le famiglie. Oggi quelle funzioni non spariscono necessariamente dalla città perchè parte delle attività è stata trasferita altrove. Ma quel luogo cambia pelle.
Il Consiglio comunale ha scelto di sostenere la strada della Motorizzazione. La maggioranza parla di riqualificazione e di salvaguardia di un servizio pubblico; la minoranza parla di perdita della vocazione originaria e chiede ulteriori verifiche, anche davanti alla Corte dei Conti. E così… a più di quarant’anni dal terremoto, Avellino si ritrova davanti a una delle domande più difficili per una città: quanto conta la memoria quando bisogna decidere cosa fare di un bene pubblico?
Forse il modo migliore per rispondere non è scegliere tra memoria e futuro. È pretendere che il futuro non cancelli la memoria.
Perché una Motorizzazione può trovare posto in un edificio. Ma un nome come quello di Samantha Della Porta, se davvero appartiene alla storia di una comunità, merita che quella comunità continui a riconoscerlo.
continua su avellino zon Piscina, strade e Curva Nord, Ambrosone: «Servono tempo e pazienza»












