Alta Irpinia, non siamo la pattumiera energetica d’Italia: il fronte del NO contro il progetto “Guardia Andretta” si compatta
ALTA IRPINIA, 11 maggio 2026 – La protesta si trasforma in una barricata civile e istituzionale. Cresce e si compatta l’opposizione al progetto eolico industriale proposto dalla WEB Guardia S.r.l., un’opera che intende imporre sui territori di Andretta, Bisaccia, Guardia Lombardi, Rocca San Felice e Lacedonia l’installazione di 15 aerogeneratori di dimensioni ciclopiche.
I numeri dell’aggressione: oltre la “Green Energy”
Quello presentato non è un piano di transizione ecologica equilibrato, ma un’operazione industriale di proporzioni devastanti per l’ecosistema irpino:
Potenza d’impatto: 93 MW complessivi, con turbine da 6,2 MW ciascuna (tra le più grandi e impattanti sul mercato).
Infrastrutture invasive: Oltre 30 km di cavidotti ed elettrodotti previsti, affiancati da una nuova rete stradale che sventrerà irreversibilmente il paesaggio rurale.
Saturazione Record: I comuni di Bisaccia e Lacedonia detengono già il primato nazionale per densità di impianti. Il territorio è saturo, stretto tra il macro-eolico e il proliferare selvaggio del mini-eolico, spesso autorizzato tramite Procedure Autorizzative Semplificate (PAS) nel silenzio-assenso delle istituzioni locali.
La rete delle competenze: un fronte tecnico e scientifico
A difesa dell’Alta Irpinia è scesa in campo una coalizione trasversale di esperti e associazioni, pronta a dare battaglia sul piano legale e tecnico:
O.R.M.E. (Osservatorio Risorse & Monitoraggi Ecosistemici): Per l’analisi scientifica degli impatti antropici.
Mountain Wilderness Italia: Contro la mercificazione e lo sfruttamento delle aree montane.
A.N.P.A. (Associazione Nazionale Produttori Agricoli): In prima linea contro il consumo di suolo agricolo di pregio.
Archeoclub d’Italia & Italia Nostra: Per la salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio storico.
Comitato TESS (Transizione Energetica Senza Speculazioni): Per denunciare le derive speculative mascherate da ecologia.
Lipu: Per la tutela della biodiversità e delle rotte migratorie dell’avifauna.
Un assedio ai simboli del territorio
L’impianto minaccia aree di valore inestimabile e infrastrutture vitali, tra cui il sito millenario della Mefite, il borgo storico di Rocca San Felice, le Valli dell’Osento, il Monte Origlio e le reti strategiche dell’Acquedotto Pugliese.
“Non parliamo di transizione, parliamo di occupazione coloniale. L’Alta Irpinia non è una terra di nessuno a disposizione degli speculatori.”
L’appello alle Istituzioni: il tempo è scaduto
Se da un lato i comuni di Guardia Lombardi e Rocca San Felice, insieme alla presidenza del Parco dei Monti Picentini, hanno espresso un netto e motivato rifiuto, desta forte preoccupazione il silenzio dei sindaci di Andretta, Bisaccia e Lacedonia.
L’ULTIMATUM: Il termine ultimo per l’invio delle osservazioni al Ministero dell’Ambiente è fissato per il 16 maggio. Il fronte del NO esige una presa di posizione immediata, ufficiale e inequivocabile da parte di tutte le amministrazioni coinvolte.
L’Alta Irpinia non si vende. Si tutela.
Comitato Fuori dalle pale e Comitato No eolico selvaggio.









