In arrivo a Caposele un gruppo di studenti universitari svedesi. Saranno in Irpinia nella prima metà di giugno.
L’Alta Valle del Sele già da qualche anno ha un filo diretto con la Svezia, e si badi bene che questa attrazione non è certo la conseguenza di progetti o promozioni turistiche messe in campo dall’Irpinia a livello istituzionale, ma il risultato dell’impegno di una singola persona. È stato Pasquale Russomanno, originario di Caposele, che da anni vive in Scandinava a favorire questi viaggi.
Dopo aver lavorato un periodo come farmacista in Svezia, ha deciso di reinventarsi intraprendendo l’attività di tour operator. E così tra mete meno conosciute ha deciso di proporre anche la sua terra d’origine. C’è riuscito, anche se con grande difficoltà :“ Ho avuto tanti ostacoli – ammette – l’Irpinia è fuori da tutte le mappe turistiche, anche da quelle della Campania, la nostra politica nonostante si riempia la bocca della parola turismo, in questo settore ha prodotto molte chiacchiere e nessun risultato. Con grandi sforzi sono riuscito a portare nell’arco degli ultimi 3 anni vari gruppi di svedesi ed anche gli studenti di un’ Università del Sud della Svezia che nel mese di giugno si recano a Caposele e qui completano la loro tesi”.
Cosa visitano in Irpinia e nella Valle del Sele?
“Io propongo pacchetti denominati “Sele Valley” che comprendono Caposele come base, i nostri dintorni ed il Cilento. Talvolta il gruppo ne approfitta per raggiungere in giornata la costiera amalfitana.
Gli scandinavi cosa apprezzano di questo territorio?
“Sicuramente – dichiara Pasquale Russomanno, natura, sostenibilità e cultura locale. Tra le tappe obbligatorie la visita alla sorgenti, all’Acquedotto Pugliese, e per un’ esperienza full immersion nella natura agli appassionati di escursionismo proponiamo “Il giro delle 7 fontane”, per gli amanti dell’avventura il trekking fluviale nel Sele “ Caposele splash esperienze”. Loro apprezzano molto l’autenticità, vivono in quei giorni un pezzo d’Italia vera non da vetrina, sono attratti anche dai prezzi più bassi rispetto ad altre località. Grazie al supporto di imprenditori della zona, cito tra loro Donato Merola, stiamo proponendo con successo la visita alle nostre cantine antiche, quelle scavate nella pietra, rimaste intatte senza abbellimenti o rifacimenti, quelle che danno la sensazione di essere fuori dal tempo, di sorseggiare vino locale e prodotti tipici della nostra enogastronomia in atmosfere quasi irreali”. Russomanno sta proponendo agli svedesi anche escursioni in mountain bike sull’Altipiano Laceno”.
Nonostante tutto Russomanno continua a definire questo territorio “non vendibile”: “Manca ancora tanto, dalle strutture recettive alla promozione alla conoscenza dell’inglese. Per intercettare il turismo straniero ci vogliono basi solide, bisogna fornire informazioni, proposte, servizi. Diversamente dal turismo pendolare dove basta offrire un buon piatto di matasse e ceci per intenderci o una giornata tra la frescura dei boschi. Proseguo in questa direzione perché posso contare sulla collaborazione di mio fratello che gestisce delle camere da fittare a Caposele e sul supporto di alcuni imprenditori locali”. Solo grazie al passaparola si è diffusa la notizia dei turisti svedesi a Caposele.











