Demolire senza un progetto significa certificare il fallimento della programmazione. L’architetto Giovanni Michelucci affermava che un’opera che non è più utile alla comunità deve lasciare spazio a un nuovo progetto utile alla comunità.

È un principio di buon senso che dovrebbe guidare ogni amministrazione. Per questo la demolizione del muro del cimitero di Sant’Agata lascia più di una perplessità. Se si demolisce senza avere già approvato e presentato un progetto per il futuro di quell’area, non si sta programmando: si sta improvvisando.

Purtroppo è il riflesso di un modo di amministrare che vediamo da anni: gli alloggi a canone sostenibile ancora incompiuti, la Villa Romana abbandonata, la fontana in località Scorza lasciata al degrado, la piscina comunale inutilizzabile, la biblioteca comunale chiusa e tanti altri interventi rimasti a metà o privi di una visione complessiva. Una comunità non ha bisogno di iniziative estemporanee. Ha bisogno di una guida che sappia pianificare, reperire risorse e trasformare i problemi in opportunità.La soluzione esiste ed è chiara: prima si progetta, poi si demolisce, poi si costruisce. Serve un Piano delle Opere Pubbliche con priorità e tempi certi, un cronoprogramma consultabile dai cittadini, il completamento delle opere incompiute, il recupero del patrimonio comunale e la valorizzazione dei nostri beni storici, culturali e sportivi. Meno propaganda. Più programmazione. Meno annunci. Più risultati. Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà e responsabilità, avanzando proposte concrete perché Sant’Agata merita un futuro costruito sulla visione, non sull’improvvisazione. Gruppo Solofra Libera.
continua su Avellino zon Roccabascerana (AV) – Arsenale scoperto in un immobile disabitato: i Carabinieri sequestrano mitragliatrice, pistole e fucili











