Lioni – Da più 15 anni il depuratore dell’area industriale di Nusco provoca un fortissimo impatto ambientale con contaminazione dell’aria, dei suoli, e del vicino fiume Ofanto. Anni di disinteresse e di scaricabarile sia da parte degli organismi preposti alla gestione e sia di quelli che avrebbero dovuto effettuare i controlli. Anni di denunce ignorate, di inchieste archiviate, di controlli omessi, oppure effettuati a distanza di giorni dagli sversamenti, quando i parametri dell’inquinamento erano già rientrati nella norma. A pagare in termini di salute e disagio per la condizione ai limiti della vivibilità, soprattutto nei mesi estivi, sono le tante famiglie di Lioni che vivono nelle contrade a ridosso del vecchio, obsoleto e malfunzionante depuratore. Con le alte temperature di questi giorni le esalazioni maleodoranti hanno raggiunto anche il centro abitato di Lioni. La notte scorsa in particolare. Un odore acre, nauseabondo, pungente che irrita le vie respiratorie.
In 15 anni tanti proclami, tutti disattesi. Nel 2019 dall’Asidichiaravano e assicuravano : “ A metà febbraio sarà ultimata la gara per l’affidamento dei lavori di copertura delle vasche del depuratore del nucleo produttivo di Nusco. Quasi sicuramente entro la primavera l’impianto saràcoperto, non fuoriusciranno più esalazioni maleodoranti”. Sono passate altre 6 primavere. E le vasche sono sempre scoperte. Siamo all’estate 2026, ora dall’Asi fanno sapere che la Regione avrebbe stanziato oltre 3 milioni di euro per ammodernamento degli impianti di depurazione e copertura delle vasche del nucleo industriale di Nusco. Staremo a vedere se è l’ennesima presa in giro o la prima verità dopo tanti anni di bugie, ritardi ed omissioni. Le vasche scoperte in cui confluisce percolato da tutta la Campania, e non solo, emanano miasmi, odori nauseabondi che inquinano l’habitat dell’intero territorio. Ne sanno qualcosa gli abitanti della popolosa contrada Procisa Nuova di Lioni. In questi giorni per loro la vita è impossibile, devono vivere tappati dentro, e neanche è sufficiente, il fetore penetra ovunque impregna tutto, neanche l’orto possono coltivare, una patina oleosa avvolge ortaggi e frutta. In quella zona si è registrato un aumento di patologie respiratorie, tumorali ed autoimmuni. C’era ancora il tribunale di Sant’Angelo quando furono raccolte 300 firme e portate in Procura per far presente la grave situazione ambientale. Qualcuno che avrebbe dovuto effettuare verifiche bollò l’iniziativa definendo i 300 firmatari personaggi in cerca d’autore. Ed abbiano detto tutto. O quasi.











