La riapertura del ponte delle Filande, che collega Atripalda al nucleo industriale di Avellino, sembra diventare una vicenda interminabile. A causa di complicazioni tecniche, ancora una volta, la Provincia di Avellino, deve rivedere la scadenza dei lavori. Questa volta, i ritardi sono legati al passaggio dei sottoservizi e alle condizioni meteorologiche avverse. Ostacoli imprevisti e nuovi slittamenti allontanano ulteriormente la conclusione di un’opera che avrebbe dovuto ripristinare la viabilità in tempi ragionevoli.
Il programma originale prevedeva cinque-sette mesi di lavori, a partire da luglio 2023, con l’obiettivo di ampliare il letto del fiume Fenestrelle e costruire una nuova struttura. Tuttavia, i tempi si sono allungati oltre ogni previsione.
Il primo blocco si è verificato ad agosto 2023, durante la pausa estiva, con una sospensione di circa tre settimane dopo lo smantellamento del vecchio ponte. Da novembre a febbraio i lavori si sono fermati più volte a causa del maltempo. A marzo, si è atteso l’arrivo dei materiali per circa due mesi. A maggio, un ulteriore stop è stato necessario per testare le travi in ferro provenienti dalla Macedonia. Il 27 giugno, finalmente, le travi sono state installate e dopo circa un anno dall’inizio dei lavori, è stato steso il primo strato di asfalto, con annesso riposizionamento dei cavi Enel e Telecom. Tuttavia, a causa di collegamenti datati e del maltempo, queste operazioni continuano a subire ritardi.

Alcune preoccupazioni erano sorte anche sull’allineamento del nuovo ponte con via Pianodardine/Spineta. Ma il consigliere provinciale Francesco Mazzariello ha rassicurato i cittadini. “L’opera sarà più stabile e sicura del vecchio ponte, con un impatto positivo sulla viabilità e realizzata in meno di un anno di lavori“. Anche se in realtà, dopo un anno e tre mesi, l’opera non realmente ancora completa. Basta dare uno veloce sguardo per rendersi conto dell’importante dislivello che divide il ponte dalla strada principale.


Nel frattempo, gli operai hanno avviato la riqualificazione dell’area circostante, costruendo nuovi marciapiedi e predisponendo opere di contenimento per prevenire futuri allagamenti. Questa zona, infatti, ha sofferto a lungo le esondazioni del torrente Fenestrelle, che negli anni hanno danneggiato strade e campagne circostanti, creando notevoli disagi ai residenti della vicina via Fellitto.
I ritardi continuano a causare disagi, soprattutto a chi utilizzava il ponte per collegarsi quotidianamente ad Avellino.
Le vie alternative, già sotto pressione, non riescono a sostenere l’aumento del traffico, aggravato dalle piogge recenti che hanno reso le strade molto meno sicure. Una di queste alternative, via Ad Atripalda. Caratterizzata da una galleria stretta e illuminata da un solo lato, dove i mezzi più grandi sono spesso costretti a fermarsi o a tornare indietro. Anche via Santorelli, altro snodo fondamentale, è ormai in pessime condizioni. Le buche sono diventate crateri e la pioggia ha trasformato il terreno delle campagne circostanti in fango scivoloso, rendendo pericoloso il passaggio dei veicoli. Nonostante gli interventi dell’Asi per coprire le buche più profonde, è evidente la necessità di una riqualificazione totale del manto stradale e non solo.



Le stime degli operai, basate su anni di esperienza, sono poco rassicuranti. Secondo quanto riferito, il ponte potrebbe riaprire al traffico non prima di novembre inoltrato, se non addirittura più tardi. Mentre i lavori di riqualificazione dell’area circostante al ponte continueranno ancora per svariati mesi. I cittadini, ormai esasperati, non possono far altro che attendere, sperando che questa ennesima proroga sia davvero l’ultima.







