Lioni – L’Asi continua a minimizzare l’inquinamento provocato dall’impianto di depurazione del nucleo industriale di Nusco, i danni arrecati alla popolazione locale e al territorio dagli sversamenti per conto terzi di percolato, fanghi, composti azotati, solforati che arrivano da ogni parte della Campania ed anche da altre regioni.
Apprendere che l’Asi pensa di risolvere la questione immettendo nelle vasche un potente deodorante per camuffare i miasmi nauseabondi è davvero sconcertante. Affermare una cosa del genere significa continuare a negare l’inquinamento dell’area, dei terreni, del fiume Ofanto. Come se fosse solo un problema di odore nauseabondo, in realtà le esalazioni sono la punta dell’iceberg, c’è tutto un sommerso di inquinamento, di campi che non possono essere coltivati, di terreni contaminati, di ruscelli schiumosi, di area impegnata che danneggia le vie respiratorie e che ha già provocato aumento di varie patologie nella zona.
Ben vengano i blitz delle forze dell’ordine di questi giorni, le manifestazioni di solidarietà a sostegno della gente esasperata di contrada Procisa Nuova e contrada Fiorentine a Lioni, dove si avverte più forte il disagio, ben vengano la presa di coscienza delle comunità di Lioni, ma anche di Nusco, i sopralluoghi tecnici, l’invito della Regione Campania a monitorare sulla situazione, la proposta della Fiom Cgil di sospendere gli sversamenti del conto terzi nell’impianto, ma rischierà di diventare tutto vano se non ci sarà un’inchiesta della procura di Avellino a dar seguito a questa vicenda, a coordinare indagini approfondire, a disporre monitoraggi costanti, a fare effettuare analisi delle sostanze che vengono trasportate da camion e cisterne che arrivano soprattutto di notte.
250 persone hanno firmato un esposto dettagliato che sarà consegnato in Procura con la speranza che venga alzato finalmente il velo di omertà, di silenzi, di connivenze su questa vicenda che da tanti anni costituisce una minaccia per salute pubblica di un intero territorio.













