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Mirabella Eclano, Giotto Faugno: “Il carro non è sicuro e non si tira quest’anno”

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Lo storico carro di Mirabella Eclano quest’anno non può essere tirato secondo il direttore artistico Giotto Faugno. Sconcerto della comunità porta anche alle dimissioni dell’assessore D’Ambrosio

Alla fine di una lunga storia è successo l’imprevedibile. Forse. Eh sì, forse, perché da tempo Giotto Faugno, l’artista che da decenni monta il carro dell’Addolorata pezzo a pezzo, erede di una tradizione familiare che da oltre un secolo si prende cura dell’obelisco di paglia di Mirabella Eclano, lo andava dicendo ai quattro venti. L’epilogo, dunque, era nell’aria già da alcuni anni, da quando appunto Giotto ha iniziato a lamentare lo stato di deterioramento dei registri e della cupola in modo particolare. “Tutti sapevano – ha scritto Giotto in una mail inviata al Comune -, il Carro non è sicuro e non può essere trainato.

Da qualche anno, di mia iniziativa e senza alcun incarico formale, aveva provveduto a mettere a nuovo dei registri, ma ci vuole tempo per portarli a termine. E i tempi al momento non ci sono per sostituirli. La struttura non può essere trainata”. A dicembre dello scorso anno Giotto Faugno aveva dato pure le dimissioni dalla Fondazione Il Carro istituita dal sindaco, Giancarlo Ruggiero, tre anni fa proprio per valorizzare e tutelare la macchina della festa settembrina. Sono poi seguite anche le dimissioni, qualche settimana fa, pure del presidente Luigi Maffei, e del coordinatore dell’associazione dei carristi, Genesio Panza. Un terremoto dalle conseguenze appunto immaginabili. Ruggiero ha allora tentato in extremis di convocare un consiglio comunale straordinario, sollecitato anche dal gruppo di minoranza che fa capo ad Antonio Sirignano, per capire le motivazioni di queste defezioni e per sentire direttamente da Giotto le ragioni che stavano dietro il suo forfait. In quella occasione, appena una settimana fa, Giotto non si è presentato. L’amministrazione gli ha dato così cinque giorni di tempo per spiegare la sua posizione e provare a trovare un accordo affinché la manifestazione fosse salva, invece. Qualche ora fa è arrivata la risposta netta e chiara di Giotto Faugno.

“Il carro non è sicuro e non si traina – ha scritto l’artista -, si faccia in modo che la tradizione abbia un futuro pensando già a una progettazione mirata per mettere in sicurezza l’obelisco”. Nel frattempo Raffaella Rita D’Ambrosio ha rimesso la sua delega da assessore, e non solo per gli accadimenti legati al carro, quanto per il recente incarico di collaboratore agli eventi culturali che Ruggiero ha conferito al primo dei non eletti, Massimo Lo Pilato. La minoranza eclanese guidata da Antonio Sirignano ha subito le dimissioni del sindaco.

“Questa è la riprova della sua politica fallimentare – ha detto Sirignano -. Da anni si sa che il carro va messo in sicurezza e ancora oggi, fino alla fine, era convinto di spuntarla. Prenda coscienza di quello che è accaduto e si dimetta”. Nella maggiore cittadina del Medio Calore ‘tira’ al momento solo una brutta aria, carica di tensioni e strani presagi. L’ultima spiaggia di Ruggiero per salvare la tirata è la convocazione di un’altra riunione per venire fuori dalle secche di questa crisi senza precedenti.

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