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Una panchina gialla per sensibilizzare la comunità sull’endometriosi, il Comune sposa il progetto “Sediamoci sul giallo: endopark”

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Una panchina gialla per sensibilizzare la comunità sull’endometriosi, il Comune sposa il progetto “Sediamoci sul giallo: endopark”

Inaugurazione a via De Concilij, alla presenza della vicesindaco Nargi: «Pur avendo grandi eccellenze sanitarie, scontiamo lo stesso ritardo diagnostico che si registra a livello nazionale. Per questo, siamo convintamente in campo per accendere i riflettori su questa grave patologia»

Avellino, 20 marzo 2024 – Una panchina gialla per accendere i riflettori sull’endometriosi. Il Comune di Avellino al fianco dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte”, per sensibilizzare il territorio sulle problematiche di una patologia che colpisce tre milioni di persone in Italia. Eppure è ancora molto sottovalutata.

Ieri pomeriggio, all’angolo di via De Concilij e a ridosso della scuola “Solimena”, la vicesindaco Laura Nargi, il presidente del Consiglio comunale, Ugo Maggio, i referenti dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte”, Annamaria Fruncillo e Paola D’Alelio, il direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda ospedaliera “Moscati”, Cristofaro De Stefano, il Dirigente medico UOC
Fisiopatologia della Riproduzione dell’Azienda ospedaliera “Moscati”,
Mariacarmen Fasolino, il Direttore del Centro nazionale Endometriosi “Malzoni”,
Mario Malzoni, e le referenti dell’associazione Annamaria Fruncillo e Paola D’Alelio, hanno inaugurato la panchina gialla dotata di apposito QR CODE, che, se scansionato, mostra un video esplicativo sull’endometriosi.

L’iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto “Sediamoci sul giallo: endopark”, finalizzato a sensibilizzare i giovani e le famiglie sugli effetti di una patologia che sconta un ritardo diagnostico stimati in 7-9 anni e colpisce in Italia 3 milioni di donne.

Per l’occasione, è stato anche lanciato il numero verde di supporto “800189411”, attivo da lunedì al venerdì, dalle ore 17 alle 19.

Occorre una diagnosi precoce, per evitare danni invalidanti e permanenti. Dunque, c’è bisogno di informare.

«Siamo convintamente al fianco dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte” per accendere i riflettori su di una patologia, l’endometriosi, che colpisce fino al 15 per cento delle donne in età riproduttiva. Eppure, nonostante tutto è ancora molto sottovalutata. – spiega la vicesindaco Laura Nargi – E’ quindi assolutamente necessario sensibilizzare il territorio, soprattutto i giovani, perché, anche se ad Avellino abbiamo strutture all’avanguardia e professionisti di valore internazionale, scontiamo comunque lo stesso ritardo diagnostico che si registra a livello nazionale e che, in molti casi determina, condizioni invalidanti perle donne. Qui, nella strada dei giovani di Avellino, poniamo la prima pietra e lasciamo un segno tangibile nell’arredo urbano di questo forte impegno». – aggiunge –

Non ha dubbi il presidente del Consiglio comunale, Ugo Maggio, che parla anche in veste di medico: «Vogliamo puntare forte sulla prevenzione, con un messaggio indirizzato prevalentemente ai nostri giovani. Stiamo parlando di una patologia importante, per la quale bisogna prontamente rivolgersi allo specialista e fare tutto ciò che è possibile per affrontarla».

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Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
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