Il roseto coltivato da Emilio Lucio Iorio, bancario col pollice verde, non è più un giardino segreto come quello raccontato dalla scrittrice britannica Frances Hodgson Burnett, ma è ormai un giardino noto ai più e da guinness dei primati grazie alle cinquecento varietà di rose
C’è chi gioca a burraco per hobby, chi pratica la numismatica e chi si è dato ai cruciverba. E poi c’è chi come Emilio Lucio Iorio, stimato bancario di Venticano, ha scelto come passatempo ed evasione la cura delle rose. E lo fa ormai con tale e tanta dedizione da averne una smisurata varietà nel giardino di casa. Emilio le piantuma e le segue nelle fasi della crescita come fossero figlie. E in fondo lo sono per chi come lui ha un animo nobile e sensibile al punto da non poter fare a meno, ogni giorno, di dedicare qualche ora, dopo gli impegni professionali, alle sue rose variopinte. Per lui è divenuta una ottima terapia antistress da consigliare a chi magari sta attraversando un momento turbolento della vita. Il roseto coltivato da Emilio Lucio Iorio, bancario col pollice verde, non è più un giardino segreto come quello raccontato dalla scrittrice britannica Frances Hodgson Burnett, ma è ormai un giardino noto ai più e da guinness dei primati grazie alle cinquecento varietà di rose provenienti dal mondo concentrate tutte in un angolo di paradiso a casa Iorio, a Venticano. La passione per le talee del pianeta di Emilio Iorio, iniziata quasi come un passatempo, un diversivo dopo le ore di lavoro in banca, ha varcato i ristretti confini paesani ed è finita su riviste specializzate che hanno decantato la bellezza, e soprattutto la ricchezza botanica da record mondiale, del roseto di Venticano curato con dedizione assoluta dal bancario giardiniere. E’ l’unico, certificato da chi se ne intende, nel Mezzogiorno d’Italia a vantare una simile varietà di rose: da quella damascena alla gallica, dalla Madame Meilland alla centifolia. E ancora: c’è quella bulgara e l’inglese di David Austin fino agli ibridi di Tea. E quando sono in fiore il profumo inebria i dintorni della villa di Emilio Lucio Iorio. Un autentico spettacolo della natura. Una rarità se non altro per le specialità che Emilio è riuscito negli anni a ottenere anche attraverso innesti particolari. Nel tempo il bancario ha affinato il suo hobby per fiori e piante concentrandosi maggiormente sulle rose. E come scrisse Antoine de Saint- Exupéry nel Piccolo Principe: « E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che l’ha fatta così importante ». Chi come Emilio Iorio coltiva le rose sa bene che la bellezza richiede pazienza fatica e cura quotidiana.
Marzano di Nola, Città della nocciola: il Sindaco Franco Addeo nominato Vicepresidente nazionale dell’Associazione Città della Nocciola
La nomina arriva dopo vent’anni de Il Nocciolo e le Strade dei Forni, il riconoscimento IPIC della Regione Campania e i campi sperimentali con cui il Comune sta preparando la coltura della nocciola alle sfide dei prossimi anni.
Marzano di Nola (AV), 3 ottobre 2026.Franco Addeo, Sindaco di Marzano di Nola, è stato nominato Vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Città della Nocciola, la rete dei comuni italiani che hanno nella coltivazione della nocciola una parte della propria storia e della propria economia. Nella stessa occasione Sabato Castaldo, da anni componente dell’associazione, è stato eletto Coordinatore regionale per la Campania, con il compito di rafforzare il coinvolgimento dei territori e rilanciare le attività legate alla corilicoltura.
Per Marzano di Nola, 1.630 abitanti nel Vallo di Lauro, è il riconoscimento di un lavoro che dura da più di vent’anni e che corre su due binari: raccontare la nocciola e proteggerne il futuro.
Vent’anni di festa
Il Nocciolo e le Strade dei Forni è la festa della nocciola e della cultura contadina di Marzano di Nola. Ogni anno, a fine settembre, il centro storico apre cortili, vicoli e forni a legna: le associazioni e le famiglie del paese cucinano i piatti della tradizione contadina, il corteo storico in costume sfila tra le strade del borgo, la musica popolare accompagna i visitatori da un vicolo all’altro. Al centro di tutto c’è la nocciola Mortarella, che entra nei primi, nei pesti, nelle farine e nei dolci. Il piatto simbolo della festa, e di Marzano, è lo spaghetto con le nocciole.
La festa è nata nel 2003 su iniziativa dello stesso Franco Addeo, allora Sindaco come oggi. Venti edizioni dopo è diventata un appuntamento che richiama visitatori da tutta la Campania e oltre. La XX edizione, venerdì 25 e sabato 26 settembre, ha contato quasi 10.000 presenze in due serate, dopo le 6.000 del 2025 in una sola sera.
È stato anche un successo di comunicazione: i contenuti della festa hanno superato i 2 milioni di visualizzazioni online, portando a Marzano un pubblico nuovo, arrivato dai social. Il Nocciolo e le Strade dei Forni oggi è un marchio che racconta Marzano, le sue eccellenze e la sua nocciola ben oltre i confini del Vallo di Lauro.
Un patrimonio riconosciuto
Nel settembre 2025 la Regione Campania ha iscritto “La coltura della nocciola di Marzano di Nola” nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC). Il riconoscimento non riguarda soltanto il frutto, ma tutto il sapere che gli gira intorno: la cura dei noccioleti, la raccolta, l’essiccazione e le varietà autoctone, la Mortarella, la Camponica e la San Giovanni, coltivate da generazioni sui terreni vulcanici tra i 200 e i 600 metri.
I campi sperimentali del Comune
Accanto alla memoria, il Comune lavora sul futuro. La corilicoltura campana ha davanti anni impegnativi: un clima che cambia, nuove avversità per le piante, mercati sempre più competitivi. Per non subirli, il Comune di Marzano di Nola ha avviato l’acquisto di terreni sul proprio territorio, dove sono stati piantati nuovi alberi di nocciolo coltivati con tecniche moderne. I campi sperimentali, nati da una proposta del Sindaco Addeo all’interno del progetto di sviluppo strategico del comparto corilicolo finanziato con fondi PNRR, sono seguiti da esperti del settore e dall’Università Federico II di Napoli. L’obiettivo è verificare sul campo quali tecniche di impianto e di coltivazione rendono il noccioleto più produttivo e più resistente, e mettere i risultati a disposizione dei coltivatori della zona.
Festa, riconoscimento e sperimentazione si tengono insieme dentro il Piano Strategico Regionale “Terre Antiche del Nocciolo”, la strategia della Regione Campania per la filiera della nocciola nelle aree storiche di coltivazione.
Una rete nazionale
Nata nel 2004 a Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, l’Associazione Nazionale Città della Nocciola riunisce oltre duecento comuni corilicoli, dalle colline del Piemonte a quelle della Sicilia. È il luogo in cui i territori della nocciola si confrontano tra loro e parlano con una voce sola alle istituzioni, alle università e alle associazioni di categoria. Ogni anno l’Assise nazionale porta in un comune socio amministratori, produttori ed esperti da tutta Italia per discutere di ricerca, mercati e turismo.
La Vicepresidenza nazionale dà a Marzano di Nola, un paese di 1.630 abitanti, un posto nel gruppo che guida questa rete. Significa poter portare al tavolo nazionale quello che il paese ha costruito in vent’anni: una festa che è diventata un marchio, una coltura riconosciuta come patrimonio culturale, campi sperimentali che guardano ai noccioleti di domani. E significa riportare a casa idee, contatti e opportunità per i coltivatori del Vallo di Lauro. Insieme alla nomina di Sabato Castaldo a Coordinatore regionale, la Campania, che ha visto nascere l’Associazione, torna ad avere un peso maggiore nelle scelte che riguardano il futuro della nocciola italiana.
Le parole del Sindaco
«Questa nomina appartiene a Marzano e a tutta la comunità che da generazioni vive di nocciola», dichiara il Sindaco Franco Addeo. «Vent’anni fa abbiamo creato Il Nocciolo e le Strade dei Forni per non far dimenticare cosa significa la nocciola per il nostro paese. Oggi la festa richiama persone da tutta la Campania, la Regione ha riconosciuto la nostra coltura come patrimonio culturale e nei campi sperimentali stiamo preparando i noccioleti dei prossimi anni. Porterò questa esperienza nell’Associazione, al servizio di tutte le Città della Nocciola. A Sabato Castaldo, che coordinerà il lavoro in Campania, va il mio augurio di buon lavoro: il futuro della nocciola si costruisce insieme, territorio per territorio.»
Nomina: Franco Addeo, Sindaco di Marzano di Nola, Vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Città della Nocciola
Coordinatore regionale Campania: Sabato Castaldo
Il Nocciolo e le Strade dei Forni: Festa della nocciola e della cultura contadina, nata nel 2003. XX edizione il 25 e 26 settembre 2026: quasi 10.000 presenze, oltre 2 milioni di visualizzazioni online
Riconoscimento: “La coltura della nocciola di Marzano di Nola” nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC), settembre 2025
Serino – Ieri sera, nella suggestiva cornice del Convento Francescano di Serino, si è tenuta una serata dedicata all’arte, alla cultura e alla figura di San Francesco d’Assisi.
La performance artistica di Sabino Matta, accompagnata dalle letture di Carmine Pelosi, ha offerto al pubblico un’occasione di riflessione e di riscoperta del messaggio francescano, in un luogo che custodisce una parte preziosa della storia e dell’identità del territorio.
La serata ha voluto inoltre valorizzare il Convento Francescano come risorsa non soltanto religiosa, ma anche culturale, storica e identitaria della comunità. Un luogo di straordinaria bellezza, che merita di essere vissuto, conosciuto e restituito alla comunità come spazio di incontro, conoscenza, arte e partecipazione.
L’iniziativa ha rappresentato anche un momento per sottolineare l’importanza della tutela e della valorizzazione delle radici del territorio. Custodire la propria storia, infatti, non significa soltanto guardare al passato, ma costruire, attraverso la cultura e la memoria, nuove occasioni di crescita e condivisione.
La serata dedicata a San Francesco ha così riportato al centro il valore della memoria e della cultura, in un luogo simbolo di Serino.
La voce di Francesco continua a risuonare tra le pietre del Convento, nei luoghi del territorio e soprattutto nei valori che la comunità sceglie di vivere ogni giorno.
Protesta degli agricoltori, Avellino pronta a scendere in piazza: «La nostra battaglia riguarda tutti»
Anche gli agricoltori avellinesi si preparano a scendere in piazza. Dopo le manifestazioni che si sono svolte in diverse parti d’Italia, il Comitato Agricoltori Avellinesi sta organizzando una mobilitazione per accendere i riflettori sulle difficoltà del settore.
A parlare è Roberto Lauro, referente del Comitato, che annuncia l’imminente iniziativa e chiede il sostegno della cittadinanza.
«Dopo le varie manifestazioni che ci sono state in tutta Italia, anche noi qui ad Avellino abbiamo deciso di scendere in piazza», afferma Lauro.
Per gli agricoltori, però, il problema non riguarda soltanto il comparto agricolo. «Non è una crisi che sta colpendo solo il settore agricolo, ma una crisi economica. A soffrire non sono solo gli agricoltori, ma anche la popolazione e i consumatori», spiega il referente.
Il Comitato è ora impegnato nell’organizzazione della manifestazione. In collaborazione con la Digos saranno stabiliti luogo e modalità dell’iniziativa, che saranno comunicati nei prossimi giorni.
Lauro invita quindi a una partecipazione ampia: «Se dobbiamo scendere in piazza, dobbiamo scendere tutti insieme e compatti. Noi agricoltori siamo pronti, adesso ci vuole anche il vostro aiuto».
Un appello rivolto soprattutto ai cittadini e ai consumatori, perché, sottolinea Lauro, «quello che stiamo facendo non lo stiamo facendo solo per noi, ma lo stiamo facendo anche per voi».
La protesta avellinese si prepara dunque a entrare nel vivo, con il Comitato che nelle prossime ore definirà i dettagli della mobilitazione.
Nella tarda serata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, nei confronti di un 59enne del posto, gravemente indiziato – allo stato delle indagini – di violenza e atti persecutori nei confronti di una donna del posto.
Le attività coordinate dalla Procura e condotte dai Carabinieri della Stazione di Avellino hanno permesso di accertare che, a seguito della denuncia presentata dalla giovane, l’uomo, dopo aver attirato la ragazza in casa con il pretesto di curarle un dolore alla mano e aver tentato un approccio sessuale mostrandole una pistola (rivelatasi poi un’arma giocattolo e già sequestrata nell’immediatezza dei fatti), ha continuato a molestarla tramite messaggi.
Contestualmente i Carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione di sistemi informatici e di telecomunicazione, rinvenendo e sottoponendo a sequestro quattro telefoni cellulari, un personal computer e due drive, ora al vaglio degli investigatori.
Il G.I.P., ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le concrete esigenze cautelari, nonché ravvisando il pericolo di reiterazione di analoghe condotte, ha disposto la custodia cautelare agli arresti domiciliari.
L’operazione si inserisce nel quadro delle attività investigative promosse da questo Ufficio e dall’Arma dei Carabinieri per contrastare il fenomeno delle violenze sulle donne.
La misura cautelare è stata adottata in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e l’indagato è sottoposto alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.
IL CONSORZIO A5 PUNTA A UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE DELLE EMERGENZE
Martedì 6 Ottobre ad Atripalda l’incontro con amministratori, referenti comunali della Protezione Civile e operatori sociali. Il Direttore De Blasio: “Vogliamo costruire un modello sperimentale per la provincia di Avellino”
ATRIPALDA – Rafforzare il coinvolgimento dei Servizi Sociali nella gestione delle emergenze e favorire una collaborazione strutturata con la Protezione Civile, a partire dai piani comunali di emergenza. È questo il tema al centro dell’incontro “Gestire le emergenze: il ruolo dei Servizi Sociali in collaborazione con la Protezione Civile”, promosso dal Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 in collaborazione con ASPROC – Assistenti sociali per la Protezione Civile OdV.
L’appuntamento è per Martedì 6 Ottobre alle ore 10.30 presso la Biblioteca Comunale di Atripalda, in piazza Sparavigna.
Parteciperanno amministratori locali, referenti comunali della Protezione Civile, assistenti sociali e psicologi del Consorzio A5.
L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato dal Consorzio nei mesi scorsi per definire un ruolo più diretto dei Servizi Sociali nella gestione delle situazioni di emergenza e di crisi, con particolare attenzione alle persone e alle fasce più fragili della popolazione.
“Da qualche mese – spiega il Direttore Generale del Consorzio A5 Carmine De Blasio – stiamo lavorando su un terreno ancora poco esplorato, quello di un coinvolgimento più diretto e concreto dei Servizi Sociali nelle attività di gestione delle emergenze. Non parliamo soltanto di disastri, ma anche delle più importanti situazioni di crisi che possono verificarsi e che richiedono una risposta coordinata”.
Il percorso ha già visto, lo scorso anno, un’attività di formazione degli operatori con esperti dell’Università Cattolica di Milano, mentre nei mesi scorsi il Consorzio ha promosso un confronto con ASPROC e con la Protezione Civile regionale.
“Adesso – sottolinea De Blasio – vogliamo passare dalla formazione alla costruzione di una strategia operativa. Il coinvolgimento dei Servizi Sociali deve iniziare dalla definizione dei piani comunali di Protezione Civile, perché la dimensione sociale dell’emergenza non può essere affrontata soltanto nel momento in cui l’emergenza si manifesta”.
L’obiettivo è dunque costruire una maggiore integrazione tra i diversi soggetti che, a vario titolo, intervengono nelle situazioni di crisi, valorizzando le competenze degli operatori sociali e garantendo una risposta specifica ai bisogni delle persone coinvolte.
“Vogliamo mettere in campo – conclude De Blasio – una strategia che possa vedere il territorio e la provincia di Avellino protagonisti anche in una dimensione sperimentale rispetto agli altri territori regionali. L’ambizione è costruire un modello di collaborazione che possa diventare un riferimento per una gestione dell’emergenza capace di affiancare al soccorso anche la presa in carico sociale delle persone e delle comunità”.
“Oltre i confini – un mondo di possibilità”: ad Avellino una giornata
dedicata ai diritti e al contrasto alle discriminazioni
Avellino, 1° ottobre 2026 – Una giornata di confronto, approfondimento e formazione dedicata ai diritti, all’inclusione e al contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. È questo il tema di “Oltre i confini – un mondo di possibilità”, l’iniziativa in programma lunedì 5 ottobre, a partire dalle ore 10:30, presso l’ex Chiesa del Carmine e l’Urban Center di Avellino in via Clausura n.11, dove sarà inoltre inaugurata la mostra fotografica “Cora’s Courage”, di Gabo Caruso. L’appuntamento si inserisce nelle attività del progetto “Centro Malika – Centro servizi di prevenzione e contrasto alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale”, giunto alla sua terza annualità, finanziato da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e promosso dal Comune di Avellino insieme ad ACLI di Avellino APS, Arcigay Salerno “Marcella di Folco” Innova ETS e Hyrpinia Cooperativa Sociale Onlus. Il Centro Malika, attivo dal 2022, rappresenta un punto di riferimento territoriale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni LGBTQIA+, attraverso servizi, attività di sensibilizzazione e iniziative rivolte alla comunità, con particolare attenzione anche alle persone migranti. La giornata del 5 ottobre si colloca nella fase conclusiva dell’attuale annualità e intende, allo stesso tempo, rafforzare la rete territoriale costruita in questi anni e porre le basi per dare continuità alle azioni di inclusione e contrasto alle discriminazioni anche oltre la conclusione del progetto. IL CONFRONTO ALL’EX CHIESA DEL CARMINE Alle 10:30, presso l’ex Chiesa del Carmine, si aprirà la tavola rotonda istituzionale dedicata ai diritti e al contrasto alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Dopo i saluti istituzionali di Enza Ambrosone, assessora ai Fondi Regionali ed Europei, e Elvira Matarazzo, assessora alle Pari Opportunità, interverranno Domenica Marianna Lomazzo, consigliera di Parità effettiva della Regione Campania; Maria Concetta Conte, direttrice generale dell’ASL Avellino; Ivana Caputo e Pia Avagliano, per AGEDO Napoli; Antonietta Bavaro, per Apple Pie Arcigay Avellino; e Maria Marino, per il Centro Disforia di Genere dell’ASL di Salerno.
La tavola rotonda sarà moderata dalle referenti del partenariato progettuale del Centro Malika. Un approfondimento specifico sarà dedicato alla transizione di genere, con il contributo del Centro Disforia di Genere dell’ASL di Salerno e di AGEDO. Al termine degli interventi, il confronto sarà aperto a tutti i partecipanti e ai soggetti aderenti e firmatari del “Patto di comunità per il contrasto alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e le identità di genere”. Saranno coinvolte le associazioni partner del progetto e le numerose realtà che negli anni hanno contribuito alla costruzione della rete territoriale, tra enti, istituzioni, organizzazioni del Terzo settore, ordini professionali e associazioni.
L’obiettivo è consolidare le collaborazioni già attivate, coinvolgere nuovi interlocutori e rafforzare una rete sempre più ampia e capillare sul territorio. LA MOSTRA “CORA’S COURAGE” ALL’URBAN CENTER Alle 12:00, presso l’Urban Center di Avellino, sarà inaugurata la mostra fotografica “Cora’s Courage”, di Gabo Caruso, con la curatela di Anna Catalano, ideatrice e direttrice del Fotografia Calabria Festival, e l’organizzazione del Centro Antidiscriminazioni Malika, in collaborazione con il Fotografia Calabria Festival. Il progetto fotografico, avviato nel 2018, racconta attraverso le immagini la crescita e il percorso di transizione sociale di genere di Cora, documentandone la quotidianità e le relazioni con la famiglia, la scuola e gli amici. Attraverso 41 fotografie, suddivise in capitoli e accompagnate da didascalie introduttive, il progetto affronta i temi dell’identità, dell’infanzia, dell’espressione di sé e dell’accoglienza familiare e sociale, offrendo alla cittadinanza e alle scolaresche un’occasione di riflessione sui diritti e sul rispetto delle identità. Durante il periodo di esposizione saranno inoltre organizzate visite guidate per accompagnare il pubblico nella conoscenza del progetto e nell’approfondimento delle tematiche affrontate.
Rione Aversa, avviato l’iter per l’illuminazione dell’area cani: l’associazione “Non sei Irpino Se APS” ringrazia il Comune
Avviate dal Comune di Avellino le procedure tecnico-amministrative per l’installazione dell’illuminazione pubblica nell’area di sgambamento cani di Rione Aversa. La richiesta era stata formalizzata dall’associazione “Non sei Irpino Se APS” attraverso una PEC inviata lo scorso 28 settembre. L’associazione: «Un primo passo importante, ora attendiamo che l’iter si traduca nei lavori e nell’accensione dei punti luce».
È arrivata dal Comune di Avellino la risposta alla richiesta presentata dall’associazione “Non sei Irpino Se APS” per l’illuminazione dell’area di sgambamento cani di Rione Aversa.
A seguito della PEC trasmessa dall’associazione il 28 settembre, sono state avviate le procedure tecnico-amministrative necessarie per dotare l’area di un impianto di illuminazione pubblica.
La comunicazione è stata trasmessa dal Settore Patrimonio, attraverso la Sezione Impianti Tecnologici e Pubblica Illuminazione. La nota, firmata dal responsabile della Pubblica Illuminazione, geom. Enrico De Castris, dal capo sezione Impianti Tecnologici, ing. Diego Mauriello, e dal dirigente del Settore Patrimonio, dott. Francesco Tolino, conferma che l’ufficio sta procedendo «di concerto con gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale».
L’associazione guidata dal presidente Luca Del Gaudio ha espresso il proprio ringraziamento agli uffici comunali per la tempestività del riscontro, sottolineando l’importanza del confronto tra cittadini, realtà associative e istituzioni locali.
«Vedere che le istanze dei cittadini e del terzo settore trovano un ascolto concreto nelle istituzioni locali – sottolinea l’associazione – è sempre un segnale di civiltà e collaborazione che fa bene a tutta la città».
L’iter, come precisato nella comunicazione del Comune, è attualmente «in itinere». Non sono ancora stati indicati tempi definitivi per la realizzazione dell’intervento né una data per l’effettiva accensione dei punti luce.
Per “Non sei Irpino Se APS”, l’avvio delle procedure rappresenta un primo passo significativo verso la soluzione di una problematica che riguarda la fruibilità e la sicurezza dell’area.
Durante i mesi invernali, infatti, la riduzione delle ore di luce rende più difficile utilizzare l’area di sgambamento nelle ore serali. L’installazione dell’illuminazione pubblica consentirebbe ai residenti di usufruire dello spazio anche dopo il tramonto, favorendone una maggiore vivibilità.
L’associazione ha quindi annunciato che continuerà a seguire l’iter amministrativo e a mantenere i contatti con gli uffici comunali, con l’obiettivo di verificare che l’avvio delle procedure si traduca concretamente nella realizzazione dell’impianto e nella successiva accensione dei punti luce.
La vicenda dell’area cani di Rione Aversa si inserisce, secondo l’associazione, nell’impegno più ampio portato avanti sul territorio per la tutela dei quartieri, il decoro urbano, la sicurezza e la valorizzazione degli spazi di aggregazione della città di Avellino.
Milano, 1° ottobre 2026 – Per celebrare la Giornata del Dono, il 3 ottobre, EMERGENCY sarà a AVELLINO in Corso Vittorio Emanuele (Banca BPER) dalle 10 alle 12:30 per la vendita dei Cantucci di Pace. Grazie al lavoro di oltre 2.200 volontari in 20 regioni, i tipici biscotti toscani saranno il cuore di una raccolta fondi a sostegno della salute materno-infantile in tre Paesi tra i più martoriati al mondo: Gaza, Sudan e Afghanistan.
Nei contesti di guerra la gravidanza diventa un fattore di alto rischio. La distruzione dei sistemi sanitari, lo sfollamento forzato, la malnutrizione, la mancanza di acqua potabile e l’instabilità continua, aumentano il rischio di complicanze e rendono spesso impossibile accedere a cure prenatali e post‑natali essenziali. In questi contesti, patologie curabili diventano potenzialmente letali. In Afghanistan, nel Centro di maternità di Anabah gestito da EMERGENCY, oltre l’80% delle gravidanze seguite è oggi ad alto rischio. E così in Sudan. A Gaza oggi vivono circa 50mila donne incintein un sistema sanitario ormai quasi completamente distrutto.
La maternità nei luoghi di guerra non può essere una ulteriore condanna. Con i Cantucci di Pace 2026, ogni biscotto acquistato contribuisce a garantire cure prenatali, assistenza al parto e sostegno post-natale gratuito e di qualità in zone di guerra.
DOVE OPERIAMO? Nella Striscia di Gaza, dove EMERGENCY opera dall’agosto 2024. Nella sola clinica di Al-Qarara, nel 2025 sono state effettuate oltre 52.000 consultazioni e nel solo bimestre gennaio-febbraio 2026 già oltre 10.000 visite, con una media di 180 al giorno. Molte donne arrivano alla prima visita quando la gravidanza è già ad alto rischio: non per scelta, ma perché prima era semplicemente impossibile muoversi o trovare una struttura aperta. In generale il centro accoglie esigenze varie: “Tante donne non se la sentono di diventare madri in mezzo a tanta devastazione e ci chiedono una contraccezione. Tante altre invece, incinte, spesso devono ritardare i controlli non riuscendo a raggiungere una struttura adeguata: quando arrivano da noi, e le guardiamo andar via felici perché tutto procede bene, ci rendiamo conto che la vita, pur in mezzo a tutto questo, continua, e noi con loro”: racconta da Gaza Raffaela Baiocchi, ginecologa.
In Sudan, presente dal 2007, EMERGENCY lavora a Khartoum, Port Sudan e nel Sud Darfur. A Port Sudan il Centro pediatrico ha erogato circa 20.000 visite ambulatoriali nel 2025; a Khartoum il Centro di Mayo, chiuso per sicurezza nell’aprile 2023, ha riaperto a dicembre 2025 in un campo profughi dove oltre il 50% della popolazione ha meno di 14 anni. Da gennaio, sono stati attivati un secondo ambulatorio, un servizio di salute sessuale e riproduttiva e un programma di nutrizione clinica per bambini sotto i 5 anni.
In Afghanistan, dove EMERGENCY è presente dal 1999, il Centro di maternità di Anabah – interamente gestito da personale femminile afghano – nel 2025 ha fatto nascere 7.887 bambini e seguito 16.026 gravidanze ad alto rischio, con una mortalità materna prossima allo zero nonostante l’elevatissima complessità dei casi. “Le donne arrivano in ospedale spesso in condizioni gravi: la maggior parte di loro non ha mai ricevuto visite durante la gravidanza per l’impossibilità di spostarsi a causa della disponibilità economica o della situazione familiare. Vediamo spesso infatti anche casi di abusi domestici”, racconta Keren Picucci, ginecologa dal Centro di Anabah.
PERCHE’ IL CANTUCCIO DI PACE: EMERGENCY ha scelto il cantuccio per il forte messaggio simbolico che questo biscotto porta con sé: nato come galletta per nutrire i soldati romani, si è trasformato sotto i Medici in un dolcetto di fine pasto, arricchito di mandorle e spezie, legato alla convivialità e ai momenti di festa. Un simbolo di pace e riconciliazione, che si lascia alle spalle la sua origine bellica: esattamente quello che EMERGENCY chiede ogni giorno, ancor più il 4 ottobre, Giornata nazionale del dono in Italia, in cui promuovere ancora di più i valori della solidarietà, della cittadinanza attiva e della condivisione.
I Cantucci di Pace, in confezioni da 250 gr, sono prodotti dallo storico BiscottificioScapigliati di Figline Valdarno (Firenze), azienda familiare che da quattro generazioni – esattamente 100 anni – tramanda la maestria artigianale della tradizione dolciaria toscana. I cantucci sono prodotti dolciari lievitati IGP, con mandorle intere al 25%, e saranno distribuiti con la coccarda R1PUD1A in omaggio, una spilla che fa riferimento alla campagna di EMERGENCY contro ogni guerra legata all’articolo 11 della Costituzione.
I volontari saranno ad Avellino in Corso Vittorio Emanuele (banca BPER) sabato 3 ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 12:30.
Come partecipare
Per conoscere le piazze nelle quali trovare, dal 2 al 4 ottobre, i Cantucci di Pace: www.emergency.it/cantuccio.
A partire dal 1° ottobre, i Cantucci di Pace saranno disponibili anche nello shop online di EMERGENCY.
L’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dagli utenti in merito alle condizioni del parcheggio interrato a servizio della Città ospedaliera, per il tramite dei propri uffici competenti ha formalmente diffidato la società concessionaria della struttura (Avellino Parking e Servizi S.p.A.), chiedendo un intervento immediato per la risoluzione delle criticità riscontrate.
Le segnalazioni hanno riguardato, in particolare, carenze nella manutenzione degli spazi e degli impianti, disservizi e malfunzionamenti delle apparecchiature per il pagamento del ticket, oltre ad altre problematiche che incidono sulla corretta e piena fruibilità del parcheggio.
La struttura non è gestita direttamente dall’Azienda ospedaliera, ma è stata realizzata e affidata in gestione, nell’ambito di un project financing, alla società concessionaria, alla quale fanno capo gli obblighi di manutenzione e di corretto funzionamento del servizio. Tale circostanza, tuttavia, non può rendere l’Azienda indifferente rispetto ai disagi segnalati. La questione riguarda innanzitutto il rispetto dovuto agli utenti che utilizzano il parcheggio per accedere alle prestazioni e ai servizi sanitari e che hanno diritto a trovare un ambiente funzionale, adeguatamente manutenuto e in condizioni dignitose. Il percorso di accoglienza, infatti, comincia ancora prima dell’ingresso nell’ospedale.
Allo stesso tempo, le condizioni di un parcheggio strettamente funzionale alla Città ospedaliera, seppure non direttamente gestito dall’Azienda, finiscono inevitabilmente per incidere sulla percezione complessiva dei servizi offerti e possono riflettersi negativamente anche sull’immagine dell’Azienda stessa.
Per queste ragioni, la Direzione Strategica ha ritenuto necessario intervenire con un formale atto di diffida, richiamando la società concessionaria al puntuale rispetto degli obblighi assunti con la convenzione e chiedendo di provvedere senza ulteriore ritardo alla risoluzione di tutte le criticità segnalate, assicurando adeguati standard di manutenzione, funzionalità, decoro ed efficienza.
Contestualmente, è stato richiesto alla concessionaria Avellino Parking, al fine di predisporre una corretta cartellonistica, di fornire recapiti telefonici di loro referenti ai quali gli utenti possono rivolgersi per rappresentare direttamente eventuali disservizi o ulteriori criticità riscontrate.