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Falda Podcast, Roberto irpino d’adozione che si impegna per tornare, restare e contribuire alle aree interne 

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Ci sono storie che scorrono in superficie e altre che restano nascoste in profondità. Oggi siamo qui per far emergere quella di Roberto. Benvenuti nella Falda. Allora Roberto, benvenuto anche tu nella Falda. E qui, come sai, ci occupiamo di far emergere le storie e probabilmente le migliori storie delle nostre aree interne, della nostra meravigliosa irpina. Tu irpino un po’ lo sei, un po’ di sangue, un po’ d’adozione, perché ricordiamo, sei di Castelvetere ma non sei nato a Castelvetere?



Falda – Poi la vita ti ha voluto di nuovo qui in Irpinia e sei arrivato fino ad insegnare a Montella. È giusto?

Sì, è proprio così è stato un po’ uno scherzo del destino quello che è il riassunto nella mia introduzione. Io sono un insegnante, insegnante di sostegno da due anni adesso insegno a Montella, vivo a Castelvetere a tempo pieno. Sono nato però a Napoli. La mia famiglia da parte materna ha origini napoletane. Papà  invece è di Castelvetere. Però sin da ragazzo, insomma, è andato fuori prima per gli studi, poi per lavoro e ha fatto famiglia, ha messo su famiglia, poi dopo a Napoli.

Quindi è un po’ un’ironia della sorte il mio ritorno, perché a scuola le nostre sorti sono determinate dall’algoritmo. Quindi, sebbene lo confesso non fosse la prima scelta, quella della provincia di Avellino, perché noi indichiamo prima la Provincia, Però quando poi ho visto Avellino ho visto la possibilità di Montella, ho detto è un modo per tornare a casa evidentemente.

Di nuovo a spendersi magari per per questa per questa area interna perché tu sei uno dei maggiori protagonisti di Give Back Aree Interne e raccontaci questo progetto.

Sì in realtà  adesso è un’associazione una PS che è nata da un progetto Erasmus appunto che abbiamo realizzato a Castelvetere nel 2022 una summer School rivolta oltre 50 ragazzi provenienti da tutta Italia che sono stati a Castelvetere per una settimana dove hanno fatto lavori di gruppo, workshop, tavoli tematici, si sono confrontati con decisori politici, imprenditori, stakeholders in senso ampio e da lì abbiamo deciso di mettere su proprio un’associazione con il nome di Give Back, incentrata sulle aree interne, sulla promozione della partecipazione dei giovani provenienti dalle aree interne.

E da lì è iniziato questo cammino che è durato negli anni, sta durando negli anni anche attraverso altri progetti Erasmus. Gli ultimi due li abbiamo fatti a Bagnoli Irpino nel 2024 e nel 2025, con anche un focus differente un taglio imprenditoriale nel 2024 una hackathon, mentre l’anno scorso un policy lab, quindi un laboratorio di politiche finalizzato all’elaborazione di una proposta di legge che abbiamo anche lanciato negli scorsi mesi nei mesi scorsi.


Bellissimo andiamo proprio al nucleo andiamo anche nella Falda di Give Back nel senso cosa ci deve essere restituito cosa dobbiamo restituire.

Diciamo che va un po’ oltre i termini classici di quando si parla di aree interne, di giovani che sono restanza e tornanza. Noi vogliamo mettere al centro del dibattito l’aspetto della condivisione, che non fa rima né con restanza né con restanza. Però la nostra consapevolezza è che si può andare via, ma spendersi comunque per i propri territori non è facile. Si può decidere di restare ma non contribuire attivamente alla vita sociale, culturale, insomma del proprio Paese.

Noi invece pensiamo che bisogna condividere le esperienze che si fanno, bisogna creare innanzitutto delle infrastrutture di conoscenza. Noi parliamo spesso di crisi di infrastrutture legate alle aree interne, trasporti, il digitale, ma ci sono anche delle infrastrutture fisiche fatte di capitale umano. Quello che mettiamo al centro della nostra mission e delle nostre proposte quindi partire dalle esperienze che si fanno fuori, ma che si vogliono comunque trasmettere al proprio territorio senza rompere il legame con chi ha scelto di restare e di impegnarsi.

E che risposta ha avuto? E dall’Erasmus quindi da questo progetto che conosciamo tutti, che porta gli studenti a vivere un’esperienza all’estero, a formarsi all’estero? E qual è stata invece la risposta del territorio su cui si concentra Give Back?


Diciamo che il programma Erasmus. Faccio una premessa si è evoluto nel corso degli anni. Oggi dà la possibilità  anche in particolare l’azione K 154 che è quella che abbiamo diciamo presso la quale abbiamo applicato dà  la possibilità  anche a una sola associazione di un solo Stato membro di realizzare iniziative di mobilità quindi mobilità  all’interno di uno Stato membro.

E noi nel corso degli anni considerando solo le iniziative che hanno previsto un per 100 quindi quelle che facciamo in genere a fine luglio per una settimana insomma solo con queste iniziative abbiamo intercettato più di 130 ragazze e ragazzi, molti dei quali non sono mai andati oltre non erano mai andati oltre Roma, quindi hanno scoperto l’Irpinia è stato anche un modo per scoprire nuovi territori, per creare delle connessioni con altre persone, condividere esperienze.

Poi il background di Give Back è molto variegato Non sono soltanto studenti, ci sono molti che hanno fatto che stanno facendo il dottorato di ricerca, altri che sono attivi come me nel mondo della scuola, altri nel mondo dell’impresa, altri che sono attivisti politici altri ancora che magari non hanno proseguito gli studi o insomma ci sono sensibilità  diffuse quindi è una risposta innanzitutto di di curiosità  e di voglia di mettersi in gioco voglia di conoscere.


Quando c’è poi un effetto moltiplicatore che è fondamentale all’inizio uno più uno fa dieci quando c’è l’individualismo uno più uno fa uno invece un cammino anche il nostro è un cammino che è andato avanti e se vedi che diciamo in questo percorso incontri anche più persone hai maggiori possibilità di confronto allora vuol dire che sei crescendo.


È bellissima questa questa rappresentazione perché sai noi abbiamo sempre quell’idea di cercare qualcosa di diverso qualcosa di più qualcosa di emozionante anche qualcosa di poetico, qualcosa che ci arricchisca fuori fuori dai confini nazionali. Mentre se ci pensi effettivamente qualcuno che dalla grande città, dalla provincia un po più costruita rispetto alla nostra, viene in Irpinia come se andasse all’estero, sente un anziano che non lo capisce, assaggia piatti che non avrebbe mai assaggiato, prova esperienze che non avrebbe mai potuto vivere a casa sua.


È davvero una una bellissima una bellissima cosa questa di un Erasmus nazionale soprattutto verso le aree interne avete avuto sentore di ragazzi che potessero avere in qualche modo l’idea o avessero sviluppato la consapevolezza di poter restare tornare o avviare un progetto imprenditoriale o aziendali qui in Irpinia.

Sì abbiamo anche diciamo tra i nostri soci chi si è esposto in prima persona e diciamo si è attivato nella nell’auto imprenditorialità  quindi chi ha intrapreso l’attività  d’impresa. Però quello che vorrei sottolineare che è emerso nel corso dei progetti poi al di là delle idee al di là diciamo poi delle dell’attività  in senso stretto quindi del lavoro che nel quale sono impegnati i ragazzi noi puntiamo l’accento sulle cosiddette soft skills quindi su quelle abilità  che servono a chi vuole fare impresa non solo a chi vuole fare impresa un po’ in generale a chi vuole essere classe dirigente.


Però questa è stata la risposta più importante, perché quando metti insieme persone di posizioni geografiche diverse di con diciamo che hanno fatto studi diversi che hanno sensibilità diverse e diciamo se si dà la possibilità  di conoscersi di cooperare anche in tempi stretti per raggiungere un obiettivo si sviluppano tutta una serie di abilità di comunicazione abilità  di gestione dello stress di gestione dei tempi tutte cose che diciamo il mondo del lavoro ci impone ci richiede e spesso non ci dà  una seconda possibilità.


Noi invece diamo infinite possibilità anche di sbagliare, diciamo di mettersi in gioco.

Effettivamente sì quindi il giovane soprattutto perché di giovani stiamo parlando che sceglie di fare questa esperienza con Give Back quindi partecipare a questo programma è arricchito non solo personalmente perché ha conosciuto delle degli altri magari colleghi magari altri giovani di tutta Italia oltre che delle delle zone interne ma ne esce arricchito di soft skill come dicevi tu che può portare poi nel mondo del lavoro oppure può crearsi a questo punto autonomamente un’occasione un’opportunità  di lavoro anche in Irpinia quindi magari di riflesso senza accorgersene arricchire anche noi e spieghiamo ai ragazzi come fare a partecipare a come possono dare il loro contributo oppure come possono appunto diventare parte attiva di questa attività.

Sì, noi come dicevo siamo nati con un progetto, oggi siamo un’associazione di promozione sociale, quindi che fa iniziative tutto l’anno non solo nel periodo estivo non solo con un con una finalità diciamo non solo quelli di mobilità quindi quelle che durano più giorni ma anche iniziative tutto l’anno in diversi territori non sono in Irpinia facciamo una volta all’anno un evento a Roma abbiamo soci anche in altre regioni quest’estate poi magari dirò anche quale sarà  la prossima il prossimo progetto al quale stiamo lavorando saremo comunque attivi anche in altre regioni quindi è una comunità  che quella di una comunità  che cresce che vuole intercettare altre comunità  e quindi crescere insieme come fare per.


Per partecipare ovviamente noi siamo molto attivi sui social quindi è possibile trovarci molte persone ci hanno contattato proprio perché studiano aree interne si occupano in senso stretto di aree interne di tematiche chiaramente connesse e hanno visto un’associazione a livello nazionale che si occupa di questo. Organizziamo una call conosciamoci quindi basta scriverci diciamo per per conoscerci però di sicuro non.


Diciamo se ci si vuole tesserare proprio essere soci in quel caso abbiamo previsto una quota di iscrizione poi per le attività  chiaramente che si fanno non solo per le mobilità insomma sono sono aperte si può partecipare più giorni o anche semplicemente solo in determinati momenti dove sia piò piacere più interesse.


E c’è anche un side Effect che è quello di scoprire l’Irpinia.

assolutamente nel cuore delle Aree Interne Anche per questo abbiamo deciso di cambiare sede diciamo dei nostri progetti sia nelle attività  di più giorni ma anche in quelle di un giorno che facciamo ma anche nei momenti e sono tanti informali che facciamo al nostro interno un po’ i momenti di proprio di team building ma in cui ci piace stare insieme tra i soci che ormai siamo un po’ tutti amici e quindi ogni volta scegliamo posti diversi e scopriamo anche le le bellezze paesaggistiche, le bellezze dei monumenti ma anche delle persone diciamo che anche del cibo.


Scontato ce n’eravamo accorti perché io sono uno di quelli che vi segue sui social e che apprezzato tantissimo la vostra attività  e che per decorsi limiti di età non può essere dei vostri. Sono esperienze che io stesso ho fatto in passato grazie a un’istituzione quando non c’era o questa estensione del programma Erasmus grazie alla al Forum dei giovani questa grande iniziativa da parte europea che ha coinvolto tutti tutti tutti tutti i Comuni del dell’Unione appunto quindi Roberto abbiamo detto tu sei te sei un insegnante e per un caso fortuito magari la sorte ci ha messo la mano sei arrivato in Irpinia sei arrivato ad insegnare a Montella.

Spero che la tua destinazione ti piaccia, che ti piaccia lavorare qui a Montella nelle nostre scuole e la domanda che ti faccio è questa effettivamente il tuo lavoro ti piace? E tra cinque dieci anni non temporale, di medio lungo termine, Tu come giovane che è tornato in Irpinia, ti vedi a lavorare ancora, a vivere ancora in Irpinia nel tuo futuro?


È una domanda difficile, diciamo, a cui rispondere, ma proverò a farlo. Mi piace il mio lavoro. Assolutamente sì. E lo faccio con con piacere. Ormai sono nove anni, ho fatto sette anni di precariato, adesso sono due anni che ho il ruolo qui a Montella, lo faccio sempre con piacere. Poi la veste dell’insegnante di sostegno è anche quella che ti permette di stare più vicino ai ragazzi e di sentirti sempre ragazzo, Prendere anche tu appunti con loro, avere l’ansia dell’interrogazione, magari quando con le materie più complicate, quindi mi fa stare sempre dalla parte dei ragazzi, mi fa sentire giovane e con loro coltivo il dialogo sempre con con il sorriso e sempre nel rispetto dei ruoli reciproci. Quanto al futuro, io quello che ho imparato negli ultimi anni e che non bisogna farsi troppi programmi perchè poi succede l’esatto opposto anche con con i miei negli anni scorsi facevamo un po’ i calcoli ma chissà  se mi chiamano da quella graduatoria piuttosto che quell’altra quali sono i posti disponibili. Una volta non dormire la notte. Mi ricordo perché ero convinto che il posto che mi spettava era a Ischia.


Mamma mia nelle isole. Ma come faccio? Poi diciamo è capitato Montella e devo dire la verità  non non mi è dispiaciuta la cosa cosa può succedere chiaramente quest’anno ho fatto un po una scommessa a scuola che è quella di mettermi un po’ in gioco anche sotto la parte diciamo gestionale. Non mi piace la parola manageriale però diciamo più gestionale.

Sì, sono funzione strumentale, ossia un po’ il coordinatore di tutti gli insegnanti di sostegno, quindi o molti più adempimenti da svolgere al di fuori della didattica, quindi al di fuori del rapporto con i ragazzi con le classi che seguo ma devo comunque essere il punto di riferimento di tutti i colleghi e interfacciarmi poi sia all’interno della scuola con con i vertici ma anche in maniera orizzontale con le ASL con il Consorzio con insomma tutti gli attori che chiaramente sono collaterali e anche centrali nel processo di inclusione quindi questo è stato un buon uno stimolo quello di mettermi in gioco anche per darmi diciamo prospettive future il mondo della scuola sicuramente bello un po’.

La mia paura è quella di rendere diciamo di vedere un lavoro che si trasforma in qualcosa di alienante di ripetitivo e quindi anche per questo ho preferito un po’ mettermi in gioco ed essere, diciamo, responsabile del mio destino e anche di quello dei colleghi.


E di tenerti comunque altre attività .

Assolutamente sì.
Quindi lo posso dire tranquillamente già  l’anno scorso avrei potuto chiedere il trasferimento quest’anno è cambiata la legge e non non mi è possibile ma non l’avrei fatto comunque così come l’anno scorso potrei farlo l’anno prossimo. Passati tre anni diciamo a meno che a tutti è data la possibilità  di chiedere il trasferimento non hai più degli obblighi delle deroghe ma devo essere sincero non ho intenzione di andarmene quindi vediamo di sicuro spero e poi questa è la scommessa che riguarda anche i giovani io mi avvio meno giovane diciamo delle aree interne non sempre poi dopo le ambizioni lavorative coincidono con il posto che in cui si vive in cui si hanno gli affetti.

Non so se potrà fare carriera in futuro nel mondo della scuola perché anche differente dagli altri settori del pubblico però mi piace mettermi in discussione e lo faccio qui con piacere perché è un contesto tra virgolette anche protetto rispetto alle grandi città con difficoltà diverse, ma hai anche una maggiore consapevolezza sociale di quello che fai perché ha un impatto lo vedi con con mano diciamo hai più la capacità di incidere.

E qui veniamo alla prossima domanda tu hai parlato di di precariato il che significa che hai dovuto per forza spostarti da una sede ad un’altra in questo girare in questo fare esperienze per poi portarle anche qui da un certo punto di vista hai fatto un bilancio nel senso di. Hai notato delle differenze positive e negative tra un tipo di società , di una città , di una provincia diversa e il comune medio come quello di Montella o il piccolo comune dell’area interna?


Assolutamente sì. Io penso che non bisogna idealizzare nell’uno e nell’altro, diciamo, ma prendere gli aspetti positivi sia della città che del Paese. Posso dire che in città  si hanno sicuramente maggiori opportunità, però diciamo si è più dei numeri si è più uno dei tanti poi sicuramente si coltivano rapporti anche diciamo sul lavoro che vanno oltre poi dopo l’aspetto scolastico lavorativo in senso stretto ho conservato tante amicizie con con i colleghi delle scuole con diciamo che dove ho lavorato che non chiamo colleghi ma sono degli amici e dei punti di riferimento anche nella quotidianità  nelle spina diciamo ci sono differenze pro e contro i contro è che magari un po’ tutti siamo costretti a veniamo dai paesi vicini c’é chi viene da villino però comunque siamo costretti a raggiungere il posto di lavoro con l’auto e magari come finisce diciamo l’orario di di servizio sappiamo che dobbiamo fare un po’ di viaggio per tornare a casa e quindi vengono anche un po’ meno le occasioni di convivialità  diciamo subito dopo il lavoro però ce ne sono tante altre quando magari ci tratteniamo il pomeriggio quando abbiamo diciamo poi altri tipi di impegni quindi comunque il rapporto è molto buono con i colleghi e poi come dicevo la cosa che mi piace che vale sia per i colleghi che per gli alunni che chiedo sempre a loro qual è il Paese di provenienza e quindi poi come se li tengo tutti mappati qualcuno lo conoscevo già qualcuno si ricordava delle iniziative che avevo fatto a Bagnoli l’anno precedente. Ragazzi siete quello che cantava in piazza quest’estate? Bene, sì ma non dirlo in giro.


Quindi tirando le somme per quanto riguarda questa questo aspetto questo discorso che abbiamo fatto fino ad ora secondo te sarebbe per la nostra diciamo nostra fascia di età una un tipo di sistemazione che sia l’area suburbana di una di una grande città. Il la il capoluogo della piccola provincia un comune medio o medio grande però che sia dotato di un’infrastruttura di trasporti e della possibilità di poter raggiungere facilmente la città e ovviamente di connessioni come fortunatamente le stiamo raggiungendo a banda larga banda ultra larga.

Assolutamente sì noi diciamo dobbiamo avere la consapevolezza innanzitutto di vivere in più luoghi diversi e spesso sono anche luoghi che si intrecciano nel corso delle nostre abitudini e delle nostre attività , sia lavorative ma anche al di fuori. Poi però il pregio di questo territorio parlo di monete dell’Irpinia e che comunque in poco tempo riusciamo a raggiungere gli altri capoluoghi di provincia o comunque i principali centri di aggregazione che ci sono nella regione o penso anche al alla Puglia insomma al foggiano diciamo per chi è per la parte dell’Irpinia diciamo più esposta ad oriente.

Di sicuro quello che non dobbiamo fare però è rinunciare ai rapporti umani perché la parte più bella diciamo del dello stile di vita in un Paese perché in un Paese non passi inosservato diciamo sei comunque schedato sei.

Anche nel lavoro che fai attenzionato però hai comunque delle ricadute che gli altri toccano con mano quindi sei costretto anche a dare sempre il meglio se non se ne accorgono è anche bello.

Uscire di casa magari per per la Commissione incontrare qualcuno salutarlo scambiarci due chiacchiere.


C’è un signore che racconta pensavo proprio questi giorni mi piace fare una passeggiata nel pomeriggio dopo che ho fatto i servizi a casa prima di fare magari altri lavori da da da remoto e spesso incontro anche qualche persona per il Paese più qualche anziano ci facciamo due chiacchiere come stai. E l’altro giorno incontrai un signore mi disse sono diverse settimane che non ti vedo ero preoccupato stai bene tutto a posto.

Avevo semplicemente cambiato un poco l’orario delle mie passeggiate. Però ecco, anche anche questo è un esempio di cosa significa vivere nel paese.

E anche questo.


Ci piace. assolutamente sì


Ed è proprio questo che ci siamo detti fino ad ora che è quello che vorremmo che emerge quello che dalla Falda arrivasse in superficie. Quindi grazie Roberto per il tuo contributo, grazie per esserti aperto con noi e per aver fatto emergere la tua storia.


Grazie a voi per questa piacevole conversazione. In bocca al lupo per questa bella iniziativa. Grazie.


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